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		<title>il Lanciatore di Coltelli</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 11:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asanisimas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oh cielo… venti dita tra mani e piedi. A volte è cosi sconvolgente l’ovvio. cerco di dimostrarmi ancora di essere migliore di qualcun altro che forse nemmeno esiste. Costruisco candele per scacciare i miei fantasmi, squaglio la cera e gli do forma, gioco a fare Dio, ci gioco male, perché la Cera se ne va.E [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilcontinuodondolare.wordpress.com&amp;blog=29728380&amp;post=18&amp;subd=ilcontinuodondolare&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oh cielo… venti dita tra mani e piedi. A volte è cosi sconvolgente l’ovvio. cerco di dimostrarmi ancora di essere migliore di qualcun altro che forse nemmeno esiste. Costruisco candele per scacciare i miei fantasmi, squaglio la cera e gli do forma, gioco a fare Dio, ci gioco male, perché la Cera se ne va.E me la ritrovo tutta sul tavolo quando per sbaglio accendo una candela. Io non ho bisogno di nessuno, io non ho bisogno di nessuno, si dice per convincere qualcuno ? per convincere noi stessi ? o perché ripetere ci aiuta a capire ? o forse sto solo diventando pazzo. Manca uno slancio, manca qualcosa, magari una strega che predirà la mia morte e allora io dovrò affannarmi a vivere tutte le vite che non ho vissuto per mettermi in pari con il maledetto tempo, ma no non succederà perché è una vita ordinaria la mia, stress e confusione, una donna che non mi ama e una che mi ama male, non c’è niente di romantico perché ricordatevelo nella vita reale a nessuno piace passeggiare mano nella mano.</p>
<p>E quando stringi qualcuno l’ultima cosa che ti viene in mente di sussurrare è “andrà tutto bene tesoro” perché tanto lo sai che non andrà tutto bene e che sarà noiosamente tutto uguale a se stesso ancora una volta. volta per volta.</p>
<p>Imitare la vita e non riuscire a ridere.</p>
<p>Ho un lavoro, faccio il lanciatore di coltelli, mangio anche il fuoco e se proprio ho fame mi vesto da Clown, lo faccio per vivere, è un lavoro come gli altri, in fondo a che serve affannarsi nella vita se poi finisce che per campare devi solo stare attento a non accoltellare quella povera diavola che ti fa da “bersaglio” e spesso ha molta più fame di te e le unghie con lo smalto mangiucchiato e un sorriso finto da copertina di rivista scadente di quelle che trovi dal dentista per intenderci.</p>
<p>Divido la mia vita in tante piccole perdite di tempo, provo a fare il musicista ma suono solo in locali bui e pieni di ubriaconi, vivo in un piccolo appartamento pieno di umidità non ho nessun talento specifico, tranne quello di cacciarmi nei guai, vivo con una pornostar che si chiama Jenny ma il suo nome d’arte è Grandi Labbra e ovviamente non sta parlando delle labbra “convenzionali”. E con noi vive anche il suo gatto che credo si chiami “Ritalin” o “Vito” non l’ho mai capito bene torno a casa sempre troppo stordito e felice di non aver ammazzato “come si chiama” la mia assistente nel lancio dei coltelli, e poi mi sciolgo il papillon mi verso del Whisky e per non pensare a niente squaglio un pò di cera nel microonde per farne una candela o almeno provarci.</p>
<p>E poi vado a svenire sul letto ogni sera sempre più tardi, talmente tardi che credo che prima o poi diventerò un Vampiro, sapete ? per predisposizione genetica, non vedo il sole da quando avevo 12 o 13 anni. Quando sei uno dei tanti, tra te e te speri che questi “tanti” non siano poi così tanti, avevo questa percezione mentre vivevo la mia vita ed ero in attesa di uno slancio e facevo anche in tempo ad esserne infelice. Mentre Jenny ululava nell’altra stanza ripresa in modo piuttosto sgranato da una web cam scadente … con le molle del letto che le facevano da “colonna sonora”</p>
<p>La gente va nelle capitali europee per mangiare al mac donald.</p>
<p>Va tutto bene, va tutto splendidamente bene, sono le Otto di sera, mi sono appena svegliato puzzo ma non troppo ho una brutta cera ma non peggiore del solito. So esattamente cosa fare, vestirmi annodarmi il papillon e lanciare dei coltelli su un foglio di compensato bucherellato come la peggiore delle Battone, “come si chiama” si metterà un vestito appariscente sorriderà con tutto lo splendore delle sue rughe e poi la ringrazierò, applausi, su applausi qualche ragazzina deficiente ci proverà, ma ho buone sensazioni stasera forse ci riuscirà, e se cosi non fosse farò amicizia con un bicchiere e una bottiglia. Ma va tutto bene, va tutto bene.</p>
<p>Splendida innata decadenza.</p>
<p>La serata è calda, il locale pieno, hanno ricavato un palchetto in un angolo poco illuminato, ma la cosa non mi tange, io sono un professionista, uno dei tanti si, ma pur sempre un professionista, ho i capelli tirati indietro con la brillantina, uno smoking liso e lercio e un paio di scarpe dentro le quali ero sicuro che fosse morto qualcuno. È tutto pronto. L’aria è tesa, parlano pochissime persone, non ci sono i tamburi ma li sto immaginando io, lancio il primo coltello che fende l’aria ed emette uno splendido sibilo, ecco gli immancabili sospiri di sollievo della gente più sensibile, io sono io, io sono una cura all’ansia. “ come si chiama” è al suo agio stasera barcolla solo un po’ più del solito, non dovrebbe essere un problema, il tintinnio dei coltelli nelle mie mani, il rumore acuto dei bicchieri che si scontrano e tutto sembra così stranamente completo. L’ennesimo tintinnio,l’ennesimo sibilo,l’ennesimo sospiro, anche le cose pericolose hanno una loro routine. Comincia a colarmi il sudore sugli occhi, non è un buon segno, scarseggia l’aria qui dentro, in questo preciso minuto, comincia a non esserci più aria e mi gira un po’ la testa, “come si chiama” barcolla ancora di più di prima, povera lei, con un vestito di paillettes come una diva degli anni 40 e delle rughe che potrebbero scrivere l’autobiografia più triste del millennio, tintinnio e lancio il terz’ultimo coltello, poi il penultimo cosi senza pensarci, due colpi a buon segno, Lei ride di meno, la gente sospira di meno, il pubblico si stanca subito anche dei brividi, e barcollo di più e l’ultimo coltello non ha tintinnato e si è conficcato esattamente sotto il petto di “come si chiama” che è rimasta un po’ sorpresa ma dopo circa due secondi la sorpresa ha lasciato il suo viso per far spazio ad una specie di terrificante sollievo.</p>
<p>Il Silenzioso “mi dispiace” dei Baristi tristi.</p>
<p>Il silenzio, è stracolmo di sussurri e gente che piange, “come si chiama” accasciata sul pavimento, io incapace di muovermi, incapace di parlare, dovrei scappare, dovrei chiedere scusa, dovrei andare da lei che si restringe sopra una pozzanghera di sangue e pailettes con una espressione che invidio. Non succederà niente, perché lei non aveva nome, non succederà niente, perché c’è un’uscita sul retro, non succederà niente perché lei non era nessuno e io lo sono ancora meno di lei, non è una storia è solo la cronaca triste di due nessuno che vivevano come potevano. Scappo via dal locale fumoso, sciogliendomi il papillon e mettendo metri tra me e la morte, era destino ha detto il barista, era destino ho ripetuto io mentre puzzavo enormemente di bugie ridicole. Povera lei, poveri loro … povero me.</p>
<p>e adesso so solo che non basterà fabbricare Candele per non pensarci più.</p>
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		<title>Giro Giro Tondo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 13:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asanisimas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[………. Tutti giù per terra, ho immaginato una vita cosi, una volta. Ma ero piccolo ed ero un deficiente, e adesso canticchio quella vecchia filastrocca “ casca la terra tutti giù per terra” e quando ascoltavo i bambini cantarla ancora non avevo i brividi e non pesavo le parole. È una fredda mattina e niente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilcontinuodondolare.wordpress.com&amp;blog=29728380&amp;post=16&amp;subd=ilcontinuodondolare&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">……….</p>
<p style="text-align:left;">Tutti giù per terra, ho immaginato una vita cosi, una volta. Ma ero piccolo ed ero un deficiente, e adesso canticchio quella vecchia filastrocca “ casca la terra tutti giù per terra” e quando ascoltavo i bambini cantarla ancora non avevo i brividi e non pesavo le parole. È una fredda mattina e niente è in ordine, solo pareti spoglie e poche idee attaccate con i post It e aspetto la vita come si aspetta un Bus che non passerà mai e vivo in questo perenne trasloco di parole e fantasmi che mi lascio dietro . il pc è acceso e in funzione la musica esce dalle casse il caffè è finito per la quarta volta, ed io non ho ancora scritto niente.</p>
<p>Ne memorie ne sogni ne altro che valesse la pena.</p>
<p>Fa freddo in questa stanza. Un freddo cane che paralizza le dita e la consapevolezza di essere soli e lontani da tutti si fa sempre più prepotente e presente. E ci sono scadenza sul calendario e X segnate con il pennarello rosso e nessuna parola scritta su quello che tra tre giorni sarebbe dovuto essere il “mio” romanzo, ma che di mio ha solo il vuoto pneumatico che ho nel cervello, e mi stringo nelle spalle rassegnato e offeso dal mio talento latitante che anche stavolta mi ha voltato le spalle.</p>
<p>Inspirare ed espirare. piano, lo faccio piano e ogni volta mi spingo più oltre come se fosse un talento, come se fosse una cosa che solo io so fare cosi bene, Inspirare ed Espirare e concentrarmi cosi bene sulle cose inutili, che distolgono l’attenzione dalle cose importanti, come il mio Romanzo, che non ho scritto, come il mio nuovo fallimento, come quella ragazza che dorme dentro al mio letto circolare e di cui cazzo non ricordo il nome.</p>
<p>Pochi giorni ancora e questa farsa finirà, spegnerò il pc e andrò via, lungo la strada a dormire per strada a guardare migliaia di tramonti credendo che siano per me.</p>
<p>Che non sono stato capace di inventare una storia decente e adesso non riesco nemmeno a raccontarla a me una storia che in parte giustifichi la mia inutilità di fronte a questo finto foglio ma pur sempre bianco. e forse troverò un Bar o qualche ragazza disposta a non capire chi io sia per un po’ giusto il tempo di credere di amarmi e la amerò per un po’, la amerò disperatamente e poi dimenticherò il suo nome. E tornerò ad inseguire il tempo e cambierà lo sfondo, girerà il mondo ma io resterò sempre uguale, un piede che segue l’altro in continuo controluce.</p>
<p>E credere di essere un artista maledetto, per giustificare una specie di china sbagliata e inutile. Perché sono quel che ho e non ho altro che me stesso e i miei sogni sconnessi e sbagliati ed è assurdo come una persona riesca a farsi del male solo per evitare di stare peggio, è accanimento terapeutico, quando sarò vecchio mi farò tatuare sul petto “non rianimare”.</p>
<p>Inseguire i Brividi.</p>
<p>Certe cose non si scelgono signor Commissario, io non sapevo dove fossi e non sapevo niente per quello che ne so quel tizio poteva essere un albero cosi magro e scheletrico ma dico lei lo ha visto ? signor commissario la prego di credermi, si gli ho lanciato una bottiglia e poi gli ho sparato, ma credevo fosse un albero. È inutile dirvi che il commissario non credette ad una parola. E ora sono qui, nel braccio D che i più chiamano il braccio della morte. Si perché quel tizio somigliava davvero ad un albero, solo che il posto a cui ho dato fuoco era pieno di persone e non di alberi, non mi ricordo niente, mi ricordo solo di esserci entrato aver tirato su con il naso ed essermi seduto al bancone, quel posto puzzava di vomito e di rabbia repressa, c’era gente che faceva cose assurde e delle cameriere grasse e sudaticce, mi racconto la stessa storia da anni ma non riesco ancora a trovare il motivo per cui mi alzai dallo sgabello e cominciai a fare fuoco. Non ci vedevo bene. Quel posto puzzava di whisky e guardavo la gente cadere come tessere del domino, e credevo fosse un sogno, mi ricordo solo che quando arrivò la polizia e avevo tutte quelle fiamme dietro di me, quando arrivò la polizia sperai ardentemente che fosse un sogno.</p>
<p>Ma non lo era.</p>
<p>Infinite gloriose tragedie personali.</p>
<p>Dal foglio bianco al sole a scacchi, da giovane promessa a promessa infranta. Da talentuoso artista delle parole a Mostro spietato e pluriomicida, in tuta arancione e capelli rasati, si sono rifiutati di darmi l’infermità mentale, un giudice bigotto aveva letto i miei precedenti racconti e chissà per quale motivo aveva deciso che io fossi un assassino perfetto e un perfetto capro espiatorio sul quale basare un’arringa demagogica su quanto i giovani d’oggi non credano più nei valori che avevano fondato quel paese. Non ci sono manifestanti fuori, non c’è l’ombra di chi mi voleva bene non c’è niente c’è solo un corridoio che ho già visto in un film solo che adesso non riesco a ricordare quale, ma non importa non importa più. e non c’è niente di poetico. Neanche il prete mi hanno mandato, e per ultima cena mi hanno dato una fetta di Roastbeef e della gelatina di frutta. Non so più che giorno è da almeno un paio d’anni, ho chiesto scusa, ma mica siamo all’asilo che chiedi scusa e tutto si risolve, mentre cammino lungo il corridoio canticchio una canzoncina… “Giro giro tondo, casca il mondo, casca la terra tutti giù per terra” e sento il profumo di un prato e di una giostrina girevole. Da bambini si crede che il mondo non possa mai cadere perché lo reggono Mamma e Papà, e il corridoio è quasi alla fine e ancora non tremo, non sudo, non sono umano sono solo una giovane promessa infranta. C’è il pubblico delle grandi occasioni mentre con le cinghie mi legano al lettino e cerco di convincermi di non aver mai perso tempo. Penso ad un paio d’occhi una spiaggia, e mi chiedo perché disinfettino il mio braccio prima di infilare l’ago. Forse piove, forse pioverà domani …. Ma domani non è più un mio problema. “giro giro tondo casca il mondo, casca la terra, e tutti giù per terra”.</p>
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		<title>Le Foto</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 15:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asanisimas</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Le foto sono piene di sorrisi, a guardare le foto pensi che la gente sia sempre felice, invece non è cosi e la gente guarda le foto per ricordarsi come si fa a sorridere perché a volte lo dimentica.</p>
<p>Le foto non invecchiano, non ti parlano, non ti insultano le foto non vanno via. Restano li fino a che vuoi, poi magari le puoi anche strappare,distruggere,incendiare,buttare nella immondizia.  ma tanto ne farai altre, e sorriderai perché nella foto sembra sempre tutto uguale anche gli anni. e ti dimentichi cosa pensavi. E una volta che è scattato il flash pensi solo a ridere ed ad avere una faccia soddisfacente e un sorriso di gomma.</p>
<p>Per poi pensare che quella volta andava tutto bene.</p>
<p>La gente dice di me che sono pazzo, perché giro perennemente con una piccola e vecchia macchina fotografica, la gente pensa che io non stia bene perché mi vesto male e non parlo, non parlo da quando sono piccolo non mi ricordo perché ma ad un certo punto non mi è più andato.</p>
<p>E questa città che è sempre uguale mi ospita e questa gente che mi guarda e si fa fotografare perché io sono uno di quei pazzi innocui, di quelli che non sai dove passano la notte e a volte neanche ti importa.</p>
<p>e ho sempre un occhio chiuso per scattare le foto e a volte non mi va di aprirlo mi basta quel punto di vista quello dell’occhio sinistro mi va bene mi accontento.</p>
<p>Vivo con una mia cara amica si chiama Trecento è una ragazza Slava, è bella come poche altre cose al mondo, mi fa dormire con lei e mi vuole bene lei non parla italiano sa solo dire Trecento e sorridere, è un anima candida le faccio sempre tante foto in quella luce sonnacchiosa pomeridiana mentre cucina non so cosa e canticchia vecchie canzoni del suo paese che forse adesso non esiste più, una volta in un libro di geografia me lo ha indicato era commossa mentre ne parlava vedevo che era commossa dagli occhi perché non ho capito una parola, però ricordo che quella volta ho aperto tutti e due gli occhi.</p>
<p>La mia stanza è piena di gente, è piena di facce, di occhi di bocche di espressioni la mia stanza è piena di mondo, anche se io non so stare con la gente la gente sta con me anche se non lo sa.</p>
<p>Trecento guarda le foto a volte mi indica gente che conosce una volta uno era un Prete.</p>
<p>La gente non capisce la bellezza nemmeno se gli passa davanti, non la vede non se ne accorge non lo fa apposta non è proprio fatta per la bellezza, è strano eppure fa parte del mondo ma ne è emarginata o forse lo fa perché è presuntuosa il fatto che mi fa incazzare è che nessuno fa il minimo sforzo per trovarla, la bellezza si nasconde è scontato da dire ma forse si nasconde per essere cercata.</p>
<p>Ma io sono solo un folle con un occhio chiuso, che si riempie la vita di foto perché non riesce a parlare con le persone, perciò quello che dico io non conta niente.</p>
<p>L’altro giorno c’èra la neve, due ragazzi si rincorrevano lei rideva rumorosamente lui si affannava a rincorrerla,nella grande piazza tutta bianca e pura a causa della neve, a un certo punto sembrava che ballassero io fotografavo tutto seduto ad un tavolino dentro un bar con la vetrina ampia e pulita, uno di quei bar dove si conoscono tutti, sentivo i commenti della gente su quei ragazzi, alcuni sorridevano alcuni ne erano quasi disturbati io continuavo a fotografarli,e loro danzavano mentre dalla chiesa usciva un corteo di gente vestita di nero era un funerale in grande stile con il carro bardato e la gente che si disperava. Era un funerale bellissimo per essere un funerale, i ragazzi cessarono di rincorrersi e adesso lei si stringeva dentro il cappotto di lui.</p>
<p>Tutti siamo nati nella generazione sbagliata tutti siamo nati nel posto sbagliato.</p>
<p>Quella volta però ero nel posto sbagliato,chiuso in un angolo a fotografare i fiocchi di neve, che non è vero che sono tutti uguali io lo so..io li ho visti bene. C’erano sempre un ragazzo ed una ragazza che si rincorrevano ma non sembravano felici, i lampioni erano intermittenti e la neve fitta non era una bella serata.</p>
<p>La ragazza urlava ma non sorrideva calpestava la neve con una furia tremenda e dietro di lei il ragazzo la incalzava le tirava via il fiato era crudele, guardavo tutto con un occhio solo dallo specchio del mio obiettivo.</p>
<p>Fino ad infilarsi dentro una strada buia, perché la gente va sempre nelle strade buie ? andai verso di loro, non so perché ma ci andai.</p>
<p>Il ragazzo teneva stretta la ragazza che si agitava, le cinse le mani al collo e lei non riusciva quasi più a respirare allora tolsi la macchina fotografica dall’occhio e dissi fermati con una voce che non avevo mai avuto prima, il ragazzo lasciò la ragazza e lei cadde come un fiocco di neve in mezzo a tanti altri fiocchi di neve che no…non sono tutti uguali.</p>
<p>Poi infilò una mano in tasca e ne usci una pistola, io le avevo sempre viste le pistole giocattolo ma questa sembrava di metallo, rimasi fermo avrei voluto che la neve mi coprisse in quel istante che mi facesse diventare un pupazzo invulnerabile invece no sentiii lo sparò ma vidi la ragazza scappare mi guardò in lacrime ma non mi disse nulla in un attimo sentii fermarsi tutto e vidi le foto della mia vita scorrermi davanti gli occhi mentre il ragazzo se ne era già andato io rimasi con un occhio chiuso a guardare il cielo e la neve prima di sentirmi stanco aprii entrambi gli occhi prima di sentirmi stanco….da non poterne più di tenerli aperti.</p>
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		<title>Linfonodi del Destino</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 01:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asanisimas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Giocare con il camion blu e giallo, questo mi manca e mi manca il mio Triciclo e l&#8217;aeroplanino di plastica verde e rossa che mi aveva portato mio padre quando avevo 4 anni. è incredibile come certe cose ci restino impresse come il sole che taglia le foglie in un certo modo o l&#8217;odore di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilcontinuodondolare.wordpress.com&amp;blog=29728380&amp;post=12&amp;subd=ilcontinuodondolare&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giocare con il camion blu e giallo, questo mi manca e mi manca il mio Triciclo e l&#8217;aeroplanino di plastica verde e rossa che mi aveva portato mio padre quando avevo 4 anni.</p>
<p>è incredibile come certe cose ci restino impresse come il sole che taglia le foglie in un certo modo o l&#8217;odore di mia nonna, le mani di mia madre,</p>
<p>mi manca non pensarci e giocare con il pallone, mi manca saltare i muretti e farmi male alle ginocchia.</p>
<p>prima era tutto più semplice, eri o buono o cattivo, vivace o tranquillo, eri iperattivo o un bradipo.</p>
<p>non stavi studiando, non eri disoccupato, non eri quello che non cercavano. non dovevi decidere dove mettere la tua vita e fargliela restare nonostante scappi da tutte le parti.</p>
<p>stava li come un gatto su un cuscino</p>
<p>stava li come tutte le cose che sapevi di avere per certo.</p>
<p>e non ero ipocondriaco e ancora non era andato via nessuno, mentre ormai la gente fa a gara per salutarti e girare l&#8217;angolo.</p>
<p>rimpiango la semplicità, rimpiango non sapere cosa fare del futuro e non importarsene minimamente mentre ora il futuro è una specie di ossessione, ed è come se tutti conoscessero il proprio tranne me.</p>
<p>che non riesco a leggere tra le righe, ne a fare meno di certe persone, non riesco a crescere e diventare un punto di riferimento, non riesco a scappare, e mi dimentico cosa devo dire anche se ci penso per tutto il giorno.</p>
<p>e a volte salterei indietro senza guardare per ricominciare tutto da capo ma sono talmente stupido che rifarei tutto esattamente nello stesso identico modo</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilcontinuodondolare.wordpress.com/12/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilcontinuodondolare.wordpress.com&amp;blog=29728380&amp;post=12&amp;subd=ilcontinuodondolare&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Judith</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 23:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>asanisimas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Dark]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti brevi]]></category>
		<category><![CDATA[Romance]]></category>

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		<description><![CDATA[31 dicembre 2030 Oggi è l’ultimo giorno…dopodiché il mondo finirà., o meglio inizierà a finire, le città verranno rinchiuse sotto della grandi cupole di plexiglass. chi ci vivrà dentro avrà una autonomia di vita di Vent’anni esatti, dopodiché sarà come veder morire una pianta. semplice, conciso e freddo questo c’era scritto nella lettera del governo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilcontinuodondolare.wordpress.com&amp;blog=29728380&amp;post=3&amp;subd=ilcontinuodondolare&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>31 dicembre 2030<br />
Oggi è l’ultimo giorno…dopodiché il mondo finirà., o meglio inizierà a finire, le città verranno rinchiuse sotto della grandi cupole di plexiglass. chi ci vivrà dentro avrà una autonomia di vita di Vent’anni esatti, dopodiché sarà come veder morire una pianta. semplice, conciso e freddo questo c’era scritto nella lettera del governo.<br />
È stata l’unica soluzione sensata che gli scienziati hanno potuto e forse voluto partorire.<br />
Mi mancherà questo mondo pesto e scartavetrato e tutto questo schifo che gli gira attorno.<br />
Mi mancherà il sole che sorge tra le nuvole e io che tento di prenderlo, perché sono troppo ubriaco e mi mancherà Judith. quando l’aria finirà e tutti ci faremo prendere dal panico più violento e assoluto anche se sarà inutile e assolutamente poco sensato, ma sarà l’unica cosa da fare in quel momento quel momento che precederà l’attimo in cui soffocheremo tutti.<br />
Adesso sono qui seduto su una poltroncina di pelle rossa, cosi piccola che quasi non ci sto, c’è Judith, lei è la più grande dannazione che ho mai avuto, il danno più grande che mi sia mai capitato eppure è li tutta sporca di colore mentre dipinge un lenzuolo gigantesco con la sua canottiera bianca e i suoi jeans consumati . cosi bella dentro questo mondo cosi grigio. è meraviglioso guardarla in questo momento con la faccia sporca di giallo e blu, incorniciata dentro quei capelli da leonessa dai mille riflessi, mentre sto qui a scrivere dei pensieri che poi butterò via.<br />
il sole è timido ed entra dalle imposte serrate con delle assi di legno, perché il panico è già arrivato e la gente corre via dalla città ignorando che la prossima città avrà lo stesso trattamento.<br />
E già adesso ho dei ricordi che mi ritornano alla mente, e in ogni ricordo c’è lei , non c’è musica, ma lei si con tutti i suoi colori e i suoi “mi dispiace” la sua distrazione e la sua spasmodica voglia di sapere tutto quanto del mondo e dei suoi abitanti.<br />
Suonano le sirene, e l’urlo della folla si fa terribile e inquietante, il virus è quasi nell’aria e la cupola ci salverà mentre tutto quanto morirà piante,batteri, stelle fiumi e oceani, tutto quanto imputridirà e noi saremo sotto la cupola a goderci lo spettacolo aspettando la nostra inevitabile fine come un pesce rosso in una boccia di vetro.<br />
dovremmo essere sollevati e persino grati alle grandi menti che ci daranno un posto in prima fila sulla devastazione e sulla catastrofe, ma curiosamente molti hanno già scelto di aspettare la nube tossica fuori dalla cupola stretti dentro le loro giacche, alcuni si portano fuori dal perimetro a respirare l’aria marcia pur di non guardare tutto quanto finire in un attimo preferiscono finire insieme al mondo.<br />
Aspettare per vent’anni la morte o corrergli incontro. è un dilemma,un dubbio che ti rode e mi giro a guardare la mia casa con tutti quei libri sul pavimento e il disordine mentre Judith continua a macchiarsi di colore e canticchiare una vecchia canzone Soul, tutto il resto fuori si ingrigisce. il rumore di elicotteri si fa insopportabile ma lei non se ne cura e come se non le importasse i suoi occhi sono solo per il suo quadro, la sua arte la divora.</p>
<p>31 dicembre 2050<br />
È incredibile come voli il tempo a volte. è incredibile come tutto quanto cambi e passi mentre noi riusciamo spesso a restare inermi a guardare tutto quanto girare vorticosamente come impazzito ho trovato il vecchio diario che scarabocchiavo seduto su questa stessa poltrona, parlavo di Judith.<br />
E adesso lei nemmeno c’è più e i vent’anni sono quasi già passati in un soffio, lei si è lasciata morire. dentro la cupola si era spenta ma non si era ingrigita ha fatto uscire un po’ di rosso dalle sue braccia ed è corsa via lontano, io non ho avuto il coraggio di seguirla e sono rimasto seduto.<br />
Il sole non spunta più dalle nuvole , non ci sono nemmeno più le nuvole, le luci al neon ci dicono di svegliarci le medesime luci al neon ci dicono che è ora di dormire, fuori dal plexiglass c’è un alito di morte incredibilmente pesante e gassoso e poi nient’altro, comunichiamo con le altre città e le altre case tramite internet, ci conosciamo parliamo a volte piangiamo guardandoci attraverso lo schermo, ma siamo sempre di meno.<br />
La nostra data di scadenza si avvicina ogni giorno di più ad ogni capodanno c’è sempre meno da festeggiare e c’è sempre meno da bere e meno gente con cui parlare.<br />
Non ci odiamo nemmeno più non ne abbiamo la forza, sappiamo solo ricordare. Ricordare il sole o il mare alcuni giurano che il mare ce lo siamo soltanto immaginati, ma io mi ricordo che c’era esisteva e mi dava un senso di calma guardarlo, si me lo ricordo e mi ricordo l’odore della pioggia e la terra bagnata.<br />
Questa che stringo è l’ultima bottiglia questo foglio è l’ultimo foglio sembra ieri che il mondo iniziava a finire e adesso è quasi finito.<br />
Adesso Sono le 23: 55 del 31 dicembre 2050, abbiamo esattamente cinque minuti d’aria, Judith mi manca ed è incredibile quanto mi manca quando guardo il suo quadro e me la immagino illuminata dal sole che esplode ,lei in punta di piedi, dentro al suo sorriso con quel suo vestitino nero di seta e la sua tazza di the alla menta.<br />
La televisione dice che mancano quattro minuti allo spegnimento delle ventole i Neon iniziano a spegnersi ne avverto il rumore, i palazzi grigi si abbandonano alle tenebre le macchine parcheggiate male e abbandonate finalmente riposano, qualche luce di qualche finestra lontana si spegne, il tizio di fronte a me fa un cenno di saluto io rispondo e mi prendo l’ultimo sorso dall’ultima bottiglia, il foglio sta per finire.<br />
Il presentatore ingrigito e polveroso dice che adesso mancano tre minuti, l’aria si fa pesante meglio non farci caso, sono rimasto seduto quella volta in cui Judith se ne andò senza nemmeno salutarmi forse piansi talmente tanto da essermi dimenticato come si faceva a vivere e come si faceva a morire, sono rimasto seduto ad aspettare qualcosa.<br />
Sono sempre stato un tipo coraggioso è la paura che mi ha sempre bloccato..<br />
Il cuore mi batte forte adesso il panico eccolo che arriva mancano due minuti e vorrei tanto morire adesso…<br />
Un neon dopo l’altro e siamo già dentro al buio più completo e assoluto sento quasi i respiri degli altri sento singhiozzare e piangere disperatamente sento anche ridere.<br />
Un minuto e adesso non sento quasi più niente voglio anticipare il tempo e la fine non voglio aspettare non stavolta con la poca aria che mi è rimasta mi dirigo alla finestra a stento la raggiungo e decido di volare giù, decido di finire la mia vita volando…<br />
Pochi secondi di volo dal 67° piano ci vogliono pochi secondi per scendere giù ma sembrano interminabili per una volta io ed il tempo siamo andati d’accordo l’aria finisce l’ultimo minuto,dell’ultimo giorno del mondo è passato e io sono ancora vivo e sto volando giù piano dopo piano dopo piano sono ancora vivo sarò l’ultimo ad andarmene il mondo è già finito e io sto ancora volando per la prima volta dopo vent’anni forse ho sorriso…<br />
22/03/11</p>
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